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Crimini e farfalle Misteri svelati dalle scienze naturali

di Sabina Marchesi (04/03/2007)

A cura di Ceriani Cinzia

Anno/Pagine: 2006 pp. 250

Il libro

Forse solo gli appassionati di CSI sanno che l’identificazione di una foglia su un cadavere può farci conoscere la stagione in cui la vittima è stata uccisa, che la ricerca dei minuscoli plankton nelle ossa può aiutarci a comprendere se la persona è annegata o è stata ammazzata prima di cadere in acqua o che le caratteristiche geologiche di un bosco possono rivelare la sede di occultamento di un cadavere. In Crimini e farfalle le autrici, attraverso il racconto di casi reali, mostrano come l’applicazione delle scienze naturali sulla scena del crimine o nelle indagini di laboratorio possa essere decisiva per ricostruire la dinamica di un delitto, identificare un colpevole o incastrare un assassino.

Cattaneo C., Maldarella M.

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I Delitti di Edgar Allan Poe

di Sabina Marchesi (19/02/2007)

A cura di Ceriani Cinzia


Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809, scrisse diversi racconti e poesie. Morì, poverissimo, a Baltimora nel 1849. Come spesso accade, la critica si accorse di lui solo dopo la scomparsa. Su gentile concessione di Linguaggio Globale.

foto intervento Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809, scrisse diversi racconti e poesie. Morì, poverissimo, a Baltimora nel 1849. Come spesso accade, la critica si accorse di lui solo dopo la scomparsa. La sua influenza sugli sviluppi della narrativa del terrore - e specialmente su autori come Leroux, Conan Doyle e Lovecraft - è enorme.

Poe si può considerare come il vero antesignano della letteratura horror moderna. Fu vero maestro nel raccontare l'irrealtà e nel descrivere atmosfere angoscianti e tenebrose in cui calare le sue incredibili storie. Era capace di vivere i suoi incubi con una lucidità estrema, assurda e di per sé spaventosa. 

Nei suoi racconti è più facile incontrare personaggi inquietanti e misteriosi che non veri e propri mostri. E anche quando i mostri compaiono, come nel caso della gigantesca e orrida creatura avvistata ne La Sfinge, si rivelano essere il frutto di un'illusione ottica, di una distorsione della realtà.
Tra le altre apparizioni mostruose, bisogna poi ricordare, come osserva Jorge Luis Borges nel Manuale di zoologia fantastica, il capitolo XVIII del Gordon Pym, in cui Poe descrive - con la solita accuratezza eccessiva e maniacale - un mostriciattolo catturato in acqua: artigli e denti scarlatti, coda di topo, testa felina e grandi orecchie di cane.

Il mostro più famoso uscito dalla penna di Poe, tuttavia, compare ne I delitti della Rue Morgue: il misterioso assassino che si è inspiegabilmente e misteriosamente introdotto nell'abitazione di due donne che ha ucciso in modo selvaggio, con una forza e una violenza inaudita, nascondendo un cadavere nella canna fumaria del camino. Al termine del racconto, grazie all'abilità dell'investigatore, che ricorda molto da vicino il personaggio e il metodo di Sherlock Holmes, si rivela essere semplicemente un grosso orango scappato.

(LB)

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